LA MENTE ASSOCIATIVA E LA MENTE PERCETTIVA (Parte II: interazioni)

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Nella prima parte di questo articolo sono state analizzate le anatomie delle nostre due menti e il loro funzionamento, in questa seconda parte ci concentreremo invece sull’intera zone tra di esse e con l’ambiente esterno.

Il nostro Sistema Nervoso e il nostro apparato digerente hanno molte similitudini “strutturali” e ciò ci dà l’indicazione di come in un certo senso svolgano funzioni “affini”, di come cioè siano entrambi organi che compongono la nostra “mente”: mentre il sistema nervoso è la nostra centrale di elaborazione dati, il nostro apparato digerente è la sede della nostra mente percettiva ovvero di percezione di ciò che chiamiamo: sentimenti, intuizioni, istinto…


 

Ecco una diversa prospettiva delle nostre 2 “menti”.

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Tutta questa disamina non ha lo scopo di decretare quale tra le due nostre menti sia la migliore, ma semplicemente di mostrare che hanno due ruoli e due funzioni totalmente diverse che hanno entrambe importanza a seconda di ciò di cui necessitiamo, insomma non che una escluda l’altra, ma piuttosto che sono state progettate proprio per lavorare in armonia e sinergia.

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Ci fa sorridere pensare di eseguire dei calcoli con la mente percettiva (con la parte più “sentimentale”), dovrebbe farci altrettanto ridere il fatto di sceglierci la nostra compagna/compagno o innamorarsi utilizzando la mente associativa, mentre il giudizio e la mente associativa sono gli strumenti che stanno alla base delle nostre scelte anche in questo ambito. Non a caso appena cominciamo una relazioni la prima cosa che ci chiediamo è “Quanto durerà?”(giudizio, quantizzazione, mente associativa).

“Al principio tutti i pensieri appartengono all’amore. Dopo, tutto l’amore appartiene ai pensieri.”
(Albert Einstein)

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REGOLAZIONE: IL SISTEMA PARASIMAPTICO
Come abbiamo accennato nella prima parte, chi si occupa della regolazione dell’interazione tra le nostre due menti è il sistema parasimpatico, che funge da “switch” inibendo o favorendo la funzione di una o dell’altra mente.
Infatti questi due apparati si influenzano reciprocamente: ad esempio quando l’apparato digerente è attivo (non necessariamente per espletare la digestione ma anche la sua funzione di mente percettiva: stato Alpha) risulterà più difficile utilizzare la nostra mente associativa, mentre se il nostro sistema nervoso è impegnato (stato beta, emisfero sinistro) inibirà di fatto la nostra digestione e la capacità di utilizzare la nostra mente percettiva.

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“Penso 99 volte e non trovo niente.           Smetto di pensare, nuoto nel silenzio e la verità mi arriva.”

(Albert Einstein)

 

Mangiare cibo di scarsa qualità appesantendo il nostro apparato digerente è la stessa cosa che bombardare il nostro sistema nervoso con frequenze nocive.

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I PRODOTTI DI SCARTO DELLA MENTE ASSOCIATIVA
“Si crede di stare continuamente seguendo la natura, e in realtà non si seguono che i contorni della forma attraverso cui la guardiamo. Un’immagine ci teneva prigionieri. E non potevamo venirne fuori, perché giaceva nel nostro linguaggio e questo sembrava ripetercela inesorabilmente”
(L.Wittgenstein)

La mente associativa se utilizzata per fare calcoli matematici e operazioni logiche è efficientissima, i problemi nascono quando la utilizziamo per ciò per cui non è preposta, ad esempio per vivere le emozioni, o le relazioni.
Quando la utilizziamo impropriamente la mente associativa crea giudizio e attaccamento.
Questi sono i due prodotti più pericolosi della mente associativa (giudizio e attaccamento), sono prodotti di “scarto” che derivano da un utilizzo errato della nostra mente associativa, quando la utilizziamo per fare ciò per cui non è preposta.
Ciò accade perché di per se la sua elaborazione non è al tempo presente (come invece quella della mente percettiva) per ciò ha bisogno di strutturare dei legami: per sentirsi più stabile e per prescindere dalla purezza in nome dell’affermazione di se stessa.

Provate a pensare ai parametri che applichiamo per giudicare le persone nella società moderna nella vita di tutti i giorni:

“Come misuriamo il successo di un’uomo?
Dal suo conto in banca…e come ne decretiamo la caduta? Attraverso il giudizio.”

Dominique Strauss-Kahn: Economista e politico francese arrestato a New York con l'accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di un hotel presso cui alloggiava.

Dominique Strauss-Kahn: Economista e politico francese arrestato a New York con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di un hotel presso cui alloggiava.

Quantificazione, misurazione e giudizio, questi sono gli ingredienti esplosivi che siamo stati abituati ad utilizzare e cui siamo ormai assuefatti.

Anche il nostro linguaggio stesso è strutturato per esprimere giudizi.
Fate una prova per vedere per quanto tempo potete utilizzare il linguaggio senza esprimere un giudizio.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”
(Gesù di Nazareth)                                         ovvero: smettila di giudicare te stesso e fa altrettanto con gli altri.

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“Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”…senza giudicare, non attraverso la mente associativa, ma attraverso la mente percettiva.

 

ARTE E MENTE ASSOCIATIVA
L’ispirazione è un’espressione della nostra mente percettiva, ma noi riconosciamo le intuizioni della nostra mente percettiva solo dopo averle sottoposte al giudizio della nostra mente associativa.
Non verranno mai accettate idee o teorie frutto della semplice ispirazione, dovranno sempre essere filtrate attraverso la mente associativa prima di essere convalidate.
Ecco come nasce l’arte e l’espressione artistica: un filo diretto con la nostra mente percettiva, la critica dell’arte è puro esercizio dialettico, è la mente associativa che riconosce se stessa e manifesta la propria impotenza di fronte all’espressione della mente percettiva tentando di riportare tutto su un piano associativo.
Come si può studiare Storia dell’Arte a scuola e ridurla ad una semplice enunciazione e analisi di opere, la storia dell’arte dovrebbe essere studiata come la chimica in laboratorio, gite ed escursioni per assaporare il gusto della mente percettiva all’opera.
Lo studio senza applicazione pratica è solo un esercizio della mente associativa ma non è nulla di reale.

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SCIENZA E MENTE ASSOCIATIVA
Anche la Matematica è un gioco ed è quanto più di vicino alla filosofia esiste: tenta cioè di incasellare ciò che non è incasellabile, di definire ciò che è indefinito, di dimostrare ciò che già esiste attraverso un artificio tecnico/mentale che può essere codificato a malapena da qualche addetto ai lavori.

Con ciò non intendo dire che matematica e scienza siano cose inutili, ma che se lavorassero in sinergia con la mente percettiva il nostro potenziale sarebbe davvero di molto superiore, non c’è ragione per cui una cosa dovrebbe escludere l’altra.

Metodo Tomatis - Centro Tomatis Padova

LA MENTE ASSOCIATIVA E I DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
I Disturbi del l’apprendimento nei nostri figli nascono perché a scuola gli si insegna d utilizzare solo la mente associativa, mentre loro sono più “sbilanciati” verso la mente percettiva.
Pensate che in America per risolvere questo tipo di “problematiche” vengono utilizzati degli psicofarmaci somministrati anche ai più giovani allo scopo di inebetire le loro menti percettive.
Anche i videogiochi hanno la stessa funzione: sovraccaricare la mente associativa inibendo quella percettiva.
Per risolvere davvero i disturbi dell’apperendimento dei nostri figli dovremmo prima di tutto capire che tipo di meccanismo di apprendimento utilizzano, senza giudicarlo, vederlo e accettarlo per quello che è, e da lì fare le nostre considerazioni se si tratta davvero di un disturbo loro o nostro.

La mente associativa esclude a priori l’accettazione perché inibirebbe la propria funzionalità, i disturbi dell’attenzione non sono altro che un giudizio che diamo alla mente percettiva: è ovvio che chi utilizza la mente percettiva come si deve non soddisferà i parametri della mente associativa.
Purtroppo questo concetto non è così facile da ACCETTARE per chi è già stato “Addestrato”.

Kunta Kinte

Kunta Kinte

IL METODO TOMATIS E LA MENTE PERCETTIVA
Abbiamo già visto come il metodo TOMATIS svolga un’azione di riequilibrio tra il sistema Simpatico e Parasimpatico favorendo di fatto il passaggio da uno stato all’altro, equilibrando cioè le nostre due menti.
Per questo motivo il metodo è molto indicato per l’incremento della creatività e per la gestione dei problemi legati all’apprendimento, nonché allo stress e problemi relazionali.
In tutti questi ambiti è fondamentale che ci sia equilibrio tra la mente associativa e la mente percettiva.

Alfred A.Tomatis

Alfred A.Tomatis (1920-2001)

Il tempo è un altro esempio che ci dà l’idea di come funzionano la mente associativa e quella percettiva.
A tutti sarà capitato di percepire il passare del tempo in modo più rapido in situazioni divertenti e in modo molto più lento quando ci si annoia.
Chi ha ragione in questo caso?
Nessuno, ma la mente percettiva è riuscita a percepire il tempo non come un’entità di per se stessa, un’entità esistente solo in quanto misurabile, ma piuttosto qualcosa di legato ad un contesto che ha degli effetti sulla nostra sensibilità di esseri umani, lo ha accettato così com’è senza il bisogno di incasellarlo e misurarlo. Mentre noi siamo portati a misurare ogni cosa e dargli un valore in base a ciò: anche le relazioni siamo abituati a valutarle in base alla durata (mente associativa) e non in base alla qualità (mente percettiva).
La nostra mente associativa direbbe che l’unità di misura di una relazione è la “durata”, chi è d’accordo?
Einstein sicuramente no:

“Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.”
Albert Einstein

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Anche in medicina: la mente associativa cura il sintomo attraverso un procedimento logico (perché può solo seguire protocolli), mentre la mente percettiva può individuare la vera causa, ma questo modus operandi non è accettato dall’ordine costituito (che è a sua volta un prodotto della mente associativa).

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Chi utilizza la mente percettiva è sistematicamente boicottato dal sistema che ha un sistema immunitario efficientissimo per espellere chi va contro i suoi principi fondamentali di incasellamento, omologazione e controllo.
Ma perché accade ciò?
Semplicemente perché La mente associativa è facilmente manipolabile e controllabile, l’intelligenza percettiva non è controllabile.
Controllando la mente associativa e screditando la mente percettiva è facile pilotare consumi, abitudini, mode, modi di pensare e tutta una serie di attività che favoriscono il controllo delle masse. Pensate che attraverso il controllo della mente associativa possono addirittura farci piacere cibi che non mangeremmo mai (a questo link viene spiegato più in dettaglio come).

“Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero e dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare.”
Albert Einstein

Albert Einstein

Albert Einstein (1879-1955)

È interessante notare come alcune tra le menti più brillanti che hanno portato a degli sviluppi epocali in campo scientifico e tecnico nel corso degli ultimi 2 secoli fossero delle persone che utilizzavano molto la mente percettiva piuttosto che la mente associativa, sto parlando in questo caso di Nikola Tesla e Albert Einstein, per citare due illustri esempi, ho scelto proprio loro perché sono due figure che hanno operato principalmente in ambito tecnico-scientifico, dove così di primo acchito si potrebbe pensare che la mente razionale la faccia da padrona.
È noto ai più che Einstein non fu un bravo studente, addirittura un somaro a scuola, ma ciò non gli ha impedito di eleborare delle teorie che hanno rivoluzionato il mondo della fisica.

“Non preoccuparti delle tue difficolta’ in matematica.
Posso assicurarti che le mie sono ancora maggiori.”
                                           Albert Einstein

Volendola leggere sotto un’altro punto di vista La teoria della relatività ci spiega con termini associativi come la nostra percezione della realtà sia errata perché elaborata e codificata attraverso la mente associativa.

“Tutto è relativo.
Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.”
        Albert Einstein

Nikola Tesla (1856-1943)

Nikola Tesla (1856-1943)

Per quanto in disaccordo con la teoria della relatività, Nikola Tesla ha qualcosa a che spartire con Einstein ma non è legato alle scoperte scientifiche. Nato in Serbia nel 1856, addirittura non prendeva neppure appunti ne faceva schizzi dei suoi progetti (o comunque davvero molto poco, non ci sono certo progetti molto dettagliati di Nikola Tesla), vedeva il progetto finito già nella sua mente e da lì risaliva ai dettagli per la realizzazione tecnica, non a caso quando l’FBI è entrata nel suo appartamento dopo la sua morte per sequestrare tutti i documenti non ha trovato granché. Quando “realizzava” un progetto mentalmente entrava in uno stato simile al trans di intorpidimento fisico (molto probabilmente Theta o addirittura Gamma) in cui tutto sembrava più rallentato, una dimensione che gli permettesse di essere creativo all’ennesima potenza, senza necessità dell’ausilio di calcoli matematici o quant’altro: una dimensione in cui l’idea è pura e prescinde da tutto ciò che è logico, è idea pura e la sua forza si dispiega di seguito perché viene concepita in una dimensione e ad un livello in cui le frequenze sono molto efficaci e viaggiano in maniera diretta e non vengono filtrate dalla mente, passano dalla fonte a quel “Campo energetico universale” tanto caro a Tesla stesso, dal quale possiamo liberamente attingere tutti e poi rimettere in circolo affinché le nostre frequenze, i nostri segnali ci vengano restituiti amplificati cioè in una forma più “materiale”. A questo livello non c’è filtraggio da parte della mente ma tutto avviene per ispirazione diretta e trascende anche le leggi scientifiche codificate dall’uomo.
È interessante vedere come anche le “scienze certe” siano in movimento e cambino col passare del tempo man mano che vengono fatte nuove scoperte, ma da chi vengono fatte queste scoperte? Da chi dubita, da chi è curioso, e da chi crede di più nel l’ispirazione piuttosto che nella “certezza”, da chi cioè sa usare anche la mente percettiva.
La mente associativa alimenta se stessa, la mente percettiva invece alimenta l’interconnessione tra gli esseri viventi.

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Non ci fidiamo più del nostro intuito, del nostro istinto e della nostra ispirazione perché ci hanno insegnato che non sono cose affidabili. Ci hanno insegnato ad utilizzare solo la mente associativa ma la maggiorparte delle situazioni viene determinata su un altro piano, il piano percettivo.

“la mente percettiva é un dono sacro
la mente razionale é un fedele servo
noi abbiamo creato una società
che onora il servo e ha dimenticato il dono”
(Albert Einstein)

Metodo Tomatis - Centro Tomatis Padova

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